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intervista a paolo bani: medico sportivo unilabs

1. Innanzitutto, di cosa si occupa lei nel dettaglio?


Sono un Medico Specializzato in Ematologia e Patologia Clinica, oltre che Medico Sportivo federato CONI. A Lugano mi occupo di Medicina di Laboratorio, infatti sono responsabile dell’Ematologia e Chimica Clinica a Unilabs, dove lavoro al 50%. In Italia invece svolgo attività clinica per il restante 50% del mio tempo e mi occupo sia di Ematologia Clinica che di Medicina dello Sport. Di quest’ultima mi occupo principalmente della valutazione clinica dello sportivo ai fini dell’idoneità e di tutti gli aspetti riguardanti la medicina sportiva, ovvero nutrizione, prevenzione delle malattie, prescrizione di esercizio fisico, ecc.


2. Quali sono i rischi, fisicamente parlando, che corre un ciclista visto l’elevato sforzo fisico al quale sono sottoposti?


Sicuramente il ciclista, soprattutto nelle gare di endurance, sviluppa un lavoro fisico molto elevato che, in particolari casi, se non adeguatamente valutato, potrebbe generare dei rischi.

Innanzitutto, è consigliabile per chi si appresta a fare dello sport ad alto impegno cardiovascolare, di effettuare almeno una volta all’anno delle indagini volte a discriminare eventuali rischi connessi con l’attività fisica intensa. Più in dettaglio, mi riferisco all’elettrocardiogramma, che va effettuato a riposo e sotto sforzo: solo in questo modo è possibile rilevare eventuali aritmie, magari assenti a riposo ma presenti sotto sforzo a carico incrementale, o alterazioni elettrocardiografiche che possano far pensare ad un problema ischemico; in alcuni casi, alcuni sportivi possono necessitare di esami aggiuntivi, come ecocardiogramma, monitoraggio ECG Holter 24 ore, monitoraggio pressorio 24 ore o ecocardiogramma da sforzo, per completare il quadro.

Se parliamo invece di performance, possiamo aggiungere gli esami di Laboratorio consigliati per chi pratica attività sportiva: questi sono volti non solo al rilevamento di situazioni a rischio cardiovascolare (Diabete, Ipercolesterolemia o Ipertrigliceridemie), ma anche a valutare lo stato di salute pre, durante e post allenamento; questo ci può aiutare a prevenire per esempio le anemie carenziali dell’atleta (Emocromo, Ferro, Vitamina B12, Acido folico) o stress muscolari eccessivi che potrebbero sfociare in problemi tendinei-legamentosi- articolari o muscolari (mi riferisco al dosaggio dell’LDH, CK muscolare, ecc.)


3. Quali tipi di esami andrebbero fatti agli sportivi?


Unilabs mette a disposizione alcuni pannelli rivolti allo sportivo, orientati appunto ad accertare lo stato di salute iniziale e prevenire anomalie che possano compromettere sia la performance fisica che lo stato di salute dell’atleta. Molto comune è per esempio l’anemia dello sportivo, in particolar modo nelle donne in età fertile oppure in alcuni tipi di sport in cui la componente emolitica (distruzione dei globuli rossi nei vasi sanguigni della pianta del piede durante la corsa, tipica del maratoneta) o le microperdite di ferro durante la gara possono incidere notevolmente nel corso della stagione sportiva.

Alla luce di quanto descritto, sicuramente Emocromo, Creatinina, Ferro, Ferritina, Transferrina con percentuale di Saturazione, LDH, CK, AST, ALT, Colesterolo, Trigliceridi, Glucosio sono alla base di tutti gli sport. Inoltre, in alcuni casi possono essere utili altri esami aggiuntivi: per esempio, indicato soprattutto negli adolescenti e giovani atleti: TSH, Stato ormonale di base (differenziato ovviamente per uomo o donna); non sono infrequenti dismetabolismi e problemi endocrini legati alla sindrome da iperallenamento (escludendo le attività dopanti), con manifestazioni quali ginecomastia e ipogonadismo nell’uomo e infertilità, dismenorrea o amenorrea nelle donne.


4. Ogni quanto andrebbero fatti quest’ultimi e perché?


Sicuramente sono da consigliare all’inizio della stagione sportiva, a metà stagione ed infine dopo il termine. Infatti, alterazioni quali anemie, carenze vitaminiche o marziali, aumenti eccessivi di LDH e CK possono manifestarsi non all’inizio ma durante la fase crescente dell’allenamento. Si parla anche di “Passaporto Biologico” dell’atleta, in quanto le alterazioni degli esami di Laboratorio (in alcuni casi perfettamente “fisiologici”) possono cambiare da atleta ad atleta, con una variabilità estrema. Questo significa che, per esempio, un rialzo delle CK muscolari in un atleta può essere ritenuto fisiologico, mentre in un altro atleta, basandosi proprio sul suo passaporto biologico, potrebbe essere eccessivo e potrebbe determinare dei problemi non solo a livello di performance, ma anche di salute, quali rotture tendinee o legamentose. In quell’atleta pertanto, di fronte ad un rialzo eccessivo degli enzimi muscolari, il preparatore atletico insieme al medico sportivo può prendere in considerazione l’idea di ridurre momentaneamente la frequenza ed intensità degli allenamenti o osservare dei periodi di riposo per consentire il recupero.

Unilabs da tempo ha sviluppato pacchetti specifici per ogni fase dell’allenamento.


5. Andrebbero fatti esami specifici per ogni sport?


Sicuramente ci sono degli esami “generali”, poi è ovvio che ogni sport ha le sue caratteristiche: negli sport di potenza per esempio sarà molto importante valutare la componente muscolare o ormonale, mentre sarà meno importante la prevenzione delle carenze di ferro, anemie o vitamine. Al contrario, negli sport di lunga durata o di Endurance, come appunto il ciclismo o la maratona, la componente carenziale è ben più importante, perciò un Emocromo con metabolismo del Ferro, Folato, Vitamina B12 e Vitamina D è essenziale.


6. Se sì, un ciclista a quali dovrebbe sottoporsi?


Essendo il ciclismo appunto uno sport di Endurance, dal punto di vista medico sportivo lo chiamiamo Aerobico-Anaerobico alternato, è importante valutare l’assetto all’inizio, a metà e a fine stagione per prevenire le anemie carenziali o altre carenze vitaminiche o di sali minerali, legati ad un iperconsumo. Pertanto Emocromo, Assetto marziale, Vitamina B12, Folati, Vitamina D, elettroliti, Funzionalità epatica e renale di base.


7. Cosa può causare un deficit di vitamine?


Dipende dalle vitamine coinvolte: il deficit di Acido Folico può per esempio portare ad un’anemia, in alcuni casi anche grave se non corretta prontamente. Il Deficit di Vitamina B12 può causare anemia, gastrite atrofica e problemi ai nervi periferici, a volte molto gravi ed irreversibili. Il deficit di Vitamina D causa problemi all’osso, con sviluppo di malattie quali osteopenia o osteoporosi, oltre che a problemi a carico del sistema immunitario. È importante pertanto rilevare un eventuale deficit e provvedere al ripristino immediato della carenza, prima che insorga il problema.


8. Cosa è consigliato fare dopo un grosso sforzo fisico come le gare che i ciclisti faranno durante i giorni di Lugano Bike Emotions?


Nelle fasi immediate dopo lo sforzo fisico è importante integrare prontamente i liquidi, gli elettroliti e le riserve di carboidrati persi durante la gara (il muscolo utilizza tutto il glicogeno disponibile, con conseguente depauperamento delle scorte interne di glucosio). Sarebbe opportuno prevenire, ovvero il ciclista dovrebbe idratarsi prima della gara con 300 ml di acqua e carboidrati (un pasto ricco di carboidrati, come la pasta 2-3 ore prima della gara oppure uno snack). Idratarsi ogni 20 minuti durante la gara: 200 ml di acqua o sport drink contenenti elettroliti e zuccheri a basso indice glicemico, come le maltodestrine, soprattutto per gare di durata superiore a 90 minuti. Dopo la gara, come si diceva prima, idratarsi adeguatamente ma soprattutto assumere carboidrati ad alto indice glicemico per ristabilire prontamente le riserve (sport drink, snack o anche una fetta di torta o dolce). Osservare anche un periodo di riposo di uno-due giorni, poi riprendere gli allenamenti.


9. Sentiamo spesso parlare di doping nel mondo dello sport, potrebbe spiegarci meglio di cosa si tratta, come funzionano i test antidoping e con che criteri vengono scelti gli atleti che dovranno farli?


Il doping viene definito come una qualunque manovra illecita con finalità di aumentare le prestazioni sportive. A tal fine, per esempio, può essere definito doping anche nascondere un motorino elettrico nella bicicletta.

Più propriamente però si intende come doping l’utilizzo di una sostanza (in genere un farmaco) atto ad aumentare le prestazioni dell’atleta. È ovvio che si tratta di una frode e costituisce sempre un illecito sportivo, oltre che comportare gravi problemi sulla salute.

Le sostanze dopanti possono essere di diverso tipo: ormoni, in genere usati per aumentare la massa muscolare, come gli ormoni steroidei tipo Testosterone, Sostanze ad attività Cardiotonica, per esempio Efedrina, Salbutamolo, atte ad aumentare la frequenza cardiaca e respiratoria, sostanze ormonali che incidono sull’ematocrito, in particolare l’Eritropoietina, come sappiamo purtroppo molto diffusa a livello ciclistico, Beta Bloccanti, molto utilizzati negli sport di destrezza, come il tiro con l’arco, utilizzati per ridurre i tremori, Autotrasfusioni che hanno lo scopo di prelevare il sangue all’atleta durante la fase non agonistica e reinfonderlo a inizio stagione allo scopo di aumentare l’Ematocrito, ecc.

I test Antidoping sono regolati dalle linee guida internazionali WADA (World Anti-Doping Agency), che periodicamente aggiorna la lista delle sostanze dopanti. Può succedere per esempio che venga aggiunta una nuova sostanza non presente prima, o al contrario che una sostanza venga tolta oppure consentita su prescrizione medica (per esempio i farmaci anti asma o i Cortisonici).

I test antidoping sono somministrati a campione (random): dopo la gara l’atleta scelto viene invitato a presentarsi nell’ambulatorio per il controllo Antidoping. Da questo momento (che si chiama notifica) l’atleta non può più rimanere da solo (per il rischio sofisticazione della prova), ma viene accompagnato sotto stretta visione dell’ accompagnatore (detto chaperon). La maggior parte degli esami viene effettuato su urine (alcuni su sangue, come il dosaggio degli ormoni, l’emocromo, ecc). In presenza dello chaperon (maschio per gli atleti uomini e femmina per le atlete donne), l’atleta urina direttamente dentro dei flaconi che arrivano sul posto sigillati, i quali non sono marcati con i dati dell’atleta, ma con un numero progressivo, in quanto devono arrivare anonimi al Laboratorio Antidoping. Lo stesso atleta viene invitato a verificare di persona che i flaconi arrivino sigillati e non siano nominali.



10. Tra la gara di cross country, che verrà fatta nel bosco, e la Urban Track nel centro città quindi sull’asfalto, durante Lugano Bike Emotions, quali sono le principali differenze tra le due tipologie a livello fisico per gli atleti che vi gareggiano?

La prima è una gara ad alto impegno cardiovascolare, nella quale viene utilizzato un metabolismo aerobico-anaerobico massivo, un tipo di metabolismo in cui vengono prodotte notevoli quantità di acido lattico da parte del muscolo. La gara si svolge a frequenze cardiache elevate, conseguentemente quasi sempre al di sopra della soglia anaerobica. Di conseguenza, il metabolismo anaerobico massivo comporta alte produzioni nel muscolo di acido lattico, che determina un esaurimento muscolare più precoce, oltre che ad un consumo elevato di energia.

La seconda invece è una gara più di destrezza (non per questo meno impegnativa, anzi, prevede un tipo di allenamento diverso). Visto che si svolge prevalentemente in discesa, la frequenza cardiaca sviluppata è mediamente più bassa e viene pertanto a prevalere un metabolismo aerobico, grazie al quale vengono consumati più lipidi rispetto ai carboidrati del primo caso, con bassa produzione di acido Lattico (in termini tecnici, l’atleta contrae un minor debito d’ossigeno). Ne risulta un minor impegno cardiovascolare, un minor consumo di energia ed un esaurimento muscolare più lento a causa della bassa produzione di lattato.

La differenza sostanziale sta proprio nel recupero muscolare e generale, più lento nel primo caso, più rapido nel secondo.


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